Spaghetti Western: il buono, il brutto e il cattivo design
Spaghetti Western: il buono, il brutto e il cattivo design
🎙️ Design leadership 5.a: il report che mancava
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🎙️ Design leadership 5.a: il report che mancava

STAGIONE 2 - PUNTATA 9

Questa è una puntata diversa.

Non parlo con un designer, ma con due: Venanzio Arquilla e Davide Genco di Experience Design Academy. E non parliamo della loro esperienza personale, ma del primo report sullo Stato della UX in Italia.

Tre puntate per esplorare cosa emerge quando finalmente qualcuno mette nero su bianco dove siamo come categoria professionale:

  • Prima parte: perché è nato il report e la “tutorial generation”

  • Seconda parte: come usarlo per riconoscere talenti e gestire team

  • Terza parte: la purezza del design e i quattro pilastri per il futuro

Base scientifica per un’intuizione

Quattro persone si sono fatte autrici del progetto: Venanzio Arquilla, Davide Genco, Gianluca Brugnoli e Laura Licari. Hanno iniziato a porsi domande tra loro sulla crisi apparente della UX.

Davide la spiega così: “Nel 2024 abbiamo visto una crisi, forse di buzzword, a favore di termini forti come l’AI. Ci siamo chiesti: ma è una crisi reale? Si ripercuote nella vita di chi lavora tutti i giorni nella UX?”

Era l’intuito che cercava conferma scientifica. L’ha avuta: millecinquecento risposte, un margine d’errore del 3%.

Venanzio aggiunge una cosa importante: “È un progetto aperto, vuole costruire narrazione del profilo professionale, ma anche autoriflessione.”

Non è un report per dire “ecco come stanno le cose.” È un report per costringerci a farci domande scomode.
E la prima domanda scomoda, autoriflessiva, emerge subito: che tipo di professionista sono?


QUESTA È LA STAGIONE 2 - Spaghetti Western: essere Design Manager e il futuro del digital design.


Tutorial generation

Venanzio usa un’espressione che mi fa fermare: “tutorial generation”.

La generazione più giovane ha talmente tante informazioni che ogni cosa è già pacchettizzata. Tutorial per tutto: percorsi formativi iper-specialistici, corsi che promettono “in 5 minuti diventi operativo, in 40 minuti di AI diventi ricchissimo”.

Ma il nostro lavoro - l’evoluzione della carriera, il percorso professionale - non funziona così. I contorni sono indefiniti. Cambiano continuamente. E questa intangibilità destabilizza.

Venanzio traccia una linea netta tra due modi di formarsi.

C’è il/la faber, che costruisce sia gli strumenti sia il setting necessario per l’operatività. Che vede una situazione, immagina margine, si forma su quell’argomento, prende dieci cose, ne butta sette, ne tiene tre. Impara facendo, sbagliando, adattandosi.

E c’è la proficiency professionale venduta in pacchetti. La promessa che esista un tutorial anche per la crescita di carriera. Che basti seguire il percorso giusto.

Sono due mondi diversi. Forse incompatibili.
Io, per questioni anagrafiche, vengo dal primo. Non ho studiato quasi nulla, di quello che faccio, a livello accademico. Ho studiato molto di più dai trent’anni in poi. Ma la generazione che il report fotografa? Quella cresciuta rapidamente durante la digital transformation, che in pochi anni è arrivata a ruoli senior?

Venanzio solleva il punto: la digital transformation negli ultimi due anni “ha meno necessità di progetto puro, di pushing pixel, di progetto esecutivo, e ha bisogno di altri profili”.

Quindi chi è cresciuto veloce spingendo pixel, adesso cosa fa? Come si adatta quando il tutorial finisce e inizia il territorio inesplorato?

Il report fotografa questa tensione: non la risolve ma la rende visibile.

Ed è già qualcosa, perché nel nostro mondo siamo bravissimi a parlarne tra di noi senza mai guardare i dati. Senza mai chiederci: ma è davvero così? O è solo la mia bolla?


Nella prossima chiacchierata parleremo di come questa tensione si traduce in pratica. Come riconoscere chi scala da chi resta immobile. Come usare il report per leggere le persone nel team. Perché i numeri servono solo se diventano strumenti.


Ritroveremo Venanzio e Davide la prossima settimana, con la seconda parte della nostra chiacchierata.


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Assolutamente, procediamo.